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Il caso di Esher di Giovanni Pescio: un delitto impossibile, un investigatore metodico e un enigma nato più d

14-10-2026 10:12

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Il caso di Esher di Giovanni Pescio: un delitto impossibile, un investigatore metodico e un enigma nato più di trentacinque anni fa

Un giallo classico ambientato nell’Inghilterra del 1931, tra le atmosfere dell’età d’oro del mystery e il ritmo della narrativa contemporanea. Una sto

Un giallo classico ambientato nell’Inghilterra del 1931, tra le atmosfere dell’età d’oro del mystery e il ritmo della narrativa contemporanea. Una storia che affonda le sue radici in un gioco poliziesco inventato dall’autore quando era ragazzo.

 

Dicembre 1931. In una villa di campagna a Esher, nel Surrey, John Charlton, uomo d’affari della City legato ai traffici commerciali del porto di Londra, viene trovato in circostanze inspiegabili. Ha in mano un fucile da caccia puntato contro il padrone di casa. Un testimone assiste alla scena dall’esterno, attraverso una vetrata. Poi Charlton cade in avanti, con un pugnale conficcato nella schiena. Eppure nessuno ha visto l’assassino.

Come è possibile colpire un uomo alle spalle senza che nessuno si accorga della presenza di un’altra persona nella stanza?

 

È da questo delitto impossibile che prende avvio Il caso di Esher, il romanzo di Giovanni Pescio che recupera lo spirito del giallo classico e lo restituisce al lettore di oggi con una narrazione essenziale, serrata e cinematografica.

A occuparsi del caso è l’ispettore capo Arthur Sinclair di Bow Street, un investigatore lontano dagli stereotipi del detective eccentrico. Sinclair è un poliziotto metodico, attento ai dettagli, diffidente nei confronti delle parole e abituato a osservare i gesti. Mentre cerca di ricostruire la verità, ogni testimonianza, ogni comportamento e ogni particolare della scena del crimine può rivelarsi decisivo.

 

Nel solco della tradizione di Agatha Christie e John Dickson Carr, Il caso di Esher propone un enigma costruito secondo le regole del giallo dell’età d’oro: un delitto apparentemente impossibile, una cerchia di personaggi, moventi da decifrare e indizi disseminati nella storia, a disposizione del lettore. Ma alla struttura rigorosa del mystery classico si accompagna una scrittura contemporanea, fatta di scene brevi, dialoghi asciutti e un ritmo incalzante, in cui i personaggi non sono soltanto sospettati da interrogare, ma persone con una propria storia e una vita che va oltre il delitto.

Il risultato è un giallo che guarda alla tradizione senza rinunciare a una sensibilità narrativa attuale: un invito a osservare, dubitare e mettere alla prova ogni certezza.

 

Un enigma nato da un gioco d’infanzia

La storia del romanzo comincia molto prima della sua scrittura.

Intorno ai dodici anni, dopo aver letto La sagra del delitto di Agatha Christie, Giovanni Pescio aveva iniziato a organizzare con gli amici delle vere e proprie «cacce all’assassino»: giochi investigativi costruiti con indizi, piantine e schede dei partecipanti, nei quali ciascuno era chiamato a ricostruire la dinamica di un delitto e a scoprire il colpevole.

Per una di quelle occasioni aveva inventato L’assassinio di John Charlton. La lettura di Christie aveva acceso la passione per il genere, ma l’enigma era interamente suo.

Molti anni dopo, quella storia è riemersa dalla memoria e si è trasformata in un romanzo. Pescio ha ricostruito l’intreccio ricordandolo, senza avere più davanti i materiali originali. Soltanto in un secondo momento, nella casa al mare dei genitori a Celle Ligure, ha ritrovato i fogli di quel gioco lontano: pagine stampate con una vecchia stampante ad aghi a 24 aghi, una piantina e le schede preparate per i partecipanti.

La grafia e la scrittura erano quelle di un ragazzino. Ma il cuore della storia era già lì: il nome della vittima, la scena impossibile, alcuni personaggi destinati a crescere e a trovare una nuova dimensione sulla pagina.

Per oltre trentacinque anni, quel nucleo narrativo aveva continuato a vivere nella memoria dell’autore, fino a diventare un romanzo compiuto.

 

Il caso di Esher nasce così dall’incontro tra la passione giovanile per il giallo deduttivo e lo sguardo di uno scrittore adulto. È anche la dimostrazione di come un’idea possa attraversare il tempo, trasformarsi e conservare intatto il proprio mistero.

 

Con Il caso di Esher, Giovanni Pescio si rivolge a chi ama i grandi enigmi della letteratura poliziesca: ai lettori cresciuti con i classici del mystery, ma anche a chi cerca una storia capace di unire la precisione della costruzione investigativa al ritmo di un romanzo contemporaneo.

Perché, in un buon giallo, la domanda non è soltanto chi ha commesso il delitto. È capire come sia stato possibile.

E, a Esher, la risposta è nascosta proprio in ciò che tutti hanno avuto davanti agli occhi.

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